Agosto: il magico mondo delle conserve di pomodoro e della pasta ‘Ncasciata

Il mese di agosto è da sempre per me sinonimo di conserva di pomodoro. Bisogna approfittare di queste giornate lucenti in cui la natura ci regala il suo meglio per preparare ciò che consumeremo nei mesi a venire.

Adesso è il momento in cui molte tipicità italiane tra frutta e verdura e ortaggi raggiungono il giusto grado di maturazione e il livello più alto di gusto e bontà.

Un piatto che ho gustato in questo ultimo Ferragosto, del resto simbolo del 15 agosto di città come Messina, è la pasta ‘Ncasciata.

Un tipo di pasta che anticamente veniva cucinata dentro un tegame di terracotta rivestito di brace calda, proprio come fosse un forno. In alternativa, veniva data direttamente al fornaio, giusto per farla cuocere a modo.

Ne esistono tantissime versioni: la ricetta storica di Mistretta la prepara con ragù, piselli, melanzana fritta, uovo sodo, pasta corta e caciocavallo da cui prende il nome.

Un piatto riconosciuto oggi a livello nazionale in particolare grazie al commissario Montalbano, protagonista dell’omonima serie televisiva che si ispira alle opere di Camilleri, in cui Montalbano per l’appunto impazzisce per questa prelibatezza della governante Adelina.

Nella mia famiglia è tradizione prepara la pasta ‘Ncasciata il giorno stesso o quello dopo aver fatto “le bottiglie”, la forma dialettale con cui si indica la preparazione delle conserve di pomodoro per l’inverno.

La mia è una versione light sia per i tempi di preparazione che per la sua digeribilità.

Ecco gli ingredienti (sempre di qualità): passata di pomodoro abbondante (ovviamente), pasta corta tipo cavatelli, ricotta infornata, basilico, uovo sodo, pan grattato, olio, caciocavallo o pecorino, melanzane fritte a cubetti.

Dopo aver fritto le melanzane, dovete scolarle e salarle; poi vanno amalgamate con abbondante basilico fresco.

Mentre cuoce la pasta – mi raccomando al dente! – oleate la teglia da mettere in forno, cospargetela di pangrattato, unite la passata di pomodoro, molto molto abbondante, l’olio, le melanzane fritte, la pasta appena scolata, la ricotta infornata grattugiata, il caciocavallo a cubetti piccolissimi, l’uovo sodo sminuzzato, altro basilico tritato, peperoncino fresco tritato.

Mescolate tutto nella teglia, compattate, cospargete ancora di pangrattato e finite l’opera passando un filo d’olio a crudo.

Infornate per 10 minuti in forno preriscaldato.

Obiettivo: creare una deliziosa crosticina in superficie!

Quando ero bambino e la “giostra delle bottiglie” iniziava a notte fonda per godere del fresco, le mie nonne o le mie zie infornavano la pasta ‘Ncasciata nel forno a legna spento ma sempre abbastanza caldo per cuocerla a dovere! Nel tempo il forno a legna è stato sostituito con il fornello a gas.

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