Anche l’aperitivo può essere equilibrato a partire dal cocktail: io scelgo il Paloma

In che modo i gestori dei locali riescono ad attrarre i propri clienti e a far in modo che ritornino col sorriso e soddisfatti? Di sicuro grazie a dei servizi attenti e alla scelta della location.

Consumare un cocktail è più una scelta fatta per alleggerirci dai pensieri, quindi è ben lontano il discorso nutrizionale, ragion per cui gli aperitivi sono momenti unici in cui vogliamo sentirci coccolati.

Gli ambienti devono essere rilassanti, i rumori attutiti, le profumazioni forti eliminate (specie quelle igieniche). La musica scelta con cura (lounge, chill, buddhabar, bossanova), così come i dettagli extra (tovagliato pulito, piante intorno verdi e rigogliose) e magari, se si ha la fortuna, ci si ritrova di fronte a un bel tramonto con vista sul mare.

Tuttavia mai sottovalutare l’accompagnamento culinario al beverage. Una cosa che non trovo spesso, quando mi capita di godere di un buon momento di pace, è in effetti il menu degli stuzzichini che accompagneranno l’aperitivo.

Servire insieme all’aperitivo solo junk food, cibo spazzatura (nuvolette, salatini, arachidi, patatine, diavolerie colorate e dalle forme strane, piccoli panini o fette di pancarrè farciti con creme, salse in tubetto, olive smunte e opache) non è una scelta vincente: da nessun punto di vista!

Bisogna anche far fronte al cibo condiviso dai commensali di un tavolo che spesso non sono una coppia intima, ma un gruppo di amici; ognuno dovrebbe avere un piattino e delle posate adeguate, non certo lo stecchino di cui si fa uso improprio…

Molti ristoranti aprono all’ora dell’aperitivo giocando d’astuzia poiché offrono una vasta gamma di stuzzichini cucinati e preparati sapientemente. In questi casi il livello del cibo è di più alta qualità, stuzzichini quasi sempre accompagnati da un menu vero e proprio.

Vi ricordo, giusto per i viziosi, che il 26 maggio è la giornata mondiale dedicata a uno dei simboli più iconici dell’Italian lifestyle – per l’appunto l’aperitivo – e qui si ragiona: ogni drink ha un abbinamento culinario come si fa per il vino con grande attenzione ai prodotti a km 0, alle certificazioni DOP, alla qualità certificata, al territorio, alla cura nella preparazione (che, come dico sempre, parte dalle materie prime).

In generale, il giorno della settimana consacrato all’aperitivo è il venerdì tra le 18 e le 20. Chi segue un Piano Alimentare non dovrà per forza rinunciarvi (tranne nei casi di limitazioni cliniche o per patologie specifiche): per attutire il “colpo calorico”, basta fare una cena solo a base di verdure. Sempre che il vostro aperitivo sia stato consumato con “coscienza”!

I miei suggerimenti

Scegliete stuzzichini semplici e poco elaborati, non certo tranci di pizza, grissini, taralli e tutti i cibi ricchi di zuccheri semplici che favoriscono picchi glicemici e infiammano l’intestino, provocando accumulo di grassi, stanchezza e senso di pesantezza. Le verdure dovranno fare da padroni, qualche fetta di pane con delle acciughe di qualità (Mar Cantabrico), delle bruschette alle verdure. No a salumi e formaggi, sono pieni di grassi saturi e anche troppo salati.

Pertanto verdure in pinzimonio, hummus, lupini, ceci o fave croccanti, sashimi, insalatine finger food, chip di patata fresca, verdure in tempura, cipolle caramellate, guacamole, funghi ripieni, chip di carote, panelle, polpettine di verdure e via dicendo.

Il mio cocktail preferito 2026

Il Paloma: un cocktail messicano (tequila di tipo Blanco, succo di lime e soda al pompelmo, più un pizzico di sale), dal gusto fresco e minerale. Anche questo è un cocktail build up, vale a dire creato semplicemente versando gli ingredienti nel bicchiere. Come sempre, affidatevi a dei mixology professionisti che vi ammalieranno con le loro preparazioni.

N.B. La Tequila di tipo Blanco è prodotta con sola agave fermentata, non invecchiata.

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