Quali cibi aiutano la memoria e perché?

La memoria va nutrita. Molte persone pensano di avere una cattiva memoria, ma nella maggior parte dei casi, il problema non è la loro memoria, ma capire come usarla al meglio e come nutrirla.

Gli strumenti che agevolano il reperimento di informazioni facilitandoci spesso la vita, come tutto il mondo online o le procedure automatizzate e automatiche, sono tuttavia complici della nostra pigrizia intellettiva e mnemonica. Tendiamo a dimenticare, a non “trattenere” nozioni e notizie perché sappiamo che in un click le possiamo ritrovare. La cosa incredibile è che dove trovarle, su quale sito ad esempio le abbiamo lette, rimane in testa.

Non tutto poi viene memorizzato velocemente: alcune competenze, quasi tutte le materie di studio sono dentro un processo che richiede tempo e rielaborazione. Come tutto ciò che ci riguarda, anche la memoria va allenata per mantenerla attiva e vigile. Non occorrono chissà quale tecniche complesse: sono sufficienti dei buoni libri, dei cruciverba, il sudoku; dialogare con persone di un certo interesse culturale, saper ascoltare. In questo spazio, rientra anche il mondo veicolato da App e da internet: sono degli strumenti e come tali servono per “aumentare” il nostro sapere, la nostra memoria, e non come elemento sostitutivo.

Durante le visite in studio, nella fase di anamnesi, chiedo ai miei pazienti se soffrono di perdita di memoria: la risposta dà una precisa indicazione e va valutata in base al contesto. Possono esistere molte situazioni differenti di distrazione, di fenomeni neurodegenerativi; si può essere molto impegnati e sotto stress, ma alla base deve essere sempre presente una sana ed equilibrata alimentazione, arricchita di determinati alimenti: ciò aiuta a star bene e a “memorizzare” alla grande.

Infatti alcuni alimenti proteggono dalle malattie degenerative e, se assunti con regolarità nell’ambito di una dieta corretta, aiutano l’elasticità mentale che così “dura” nel tempo.

È inoltre del tutto inutile assumere alcuni cibi non di primissima qualità: ad ogni manipolazione subita dai singoli alimenti, questi vengono privati dei nutrienti e inquinati con additivi e coadiuvanti industriali; com’è altrettanto sbagliato ricorrere a integratori di sintesi, preparati dentro le fabbriche.

Il nostro cervello è formato principalmente da grassi; fra questi uno dei più importanti è il Dha, un tipo di Omega 3 presente nel pesce, in particolare in quello azzurro come sardine, aringhe, acciughe, ma anche nel salmone se di tipo selvaggio e fresco (quasi introvabile alle nostre latitudini: ci presentano solo il salmone allevato e macellato altrove, iper grasso e disequilibrato nei nutrienti). Il Dha si concentra nelle membrane delle cellule cerebrali, favorendo una migliore trasmissione dell’impulso nervoso. Più i suoi livelli sono alti, maggiore è l’efficienza del cervello con effetti specifici sulla riduzione dell’ansia e della depressione e sull’aumento delle capacità della memoria, della concentrazione e del tono umorale.

Un altro alimento grasso che non deve mancare è l’olio extra vergine di oliva, condimento alla base della nostra dieta mediterranea: è ricco di polifenoli, antiossidanti che contrastano i radicali liberi ed è soprattutto fonte di vitamina E, in grado di proteggerci dallo stress ossidativo.

Altro alimento grasso amico della nostra mente è il tuorlo, non solo per la presenza di vitamina B12, ma anche per la presenza della colina, un nutriente che agisce in modo specifico sullo sviluppo delle regioni cerebrali coinvolte nell’apprendimento.

Ogni tipo di verdura verde a foglie, come le biete, la scarola, la lattuga, soprattutto se consumata cruda e fresca o cucinata con cotture molto veloci e a bassa temperatura, sono fonte di acido folico, presidio per la salute della mente; gli studi dimostrano che un abbassamento eccessivo di folati favorisce o aggrava diverse forme di demenza.

La frutta secca in guscio come le noci, le mandorle, le nocciole, i pistacchi sono un concentrato di nutrienti fondamentali, come le vitamine B ed E, il fosforo, lo zinco, il selenio, il calcio, il magnesio, gli omega 3 e 6, che forniscono un mix perfetto di antiossidanti protettivi e antidepressivi indispensabili per la salute.

Altri frutti importanti per la nostra mente sono i frutti rossi: lampone, mirtillo, fragole sono ricchi di antiossidanti, i flavonoidi, che proteggono il cervello dallo stress ossidativo che provoca l’invecchiamento cellulare.

Limitate, invece, il consumo di zuccheri semplici come glucosio, fruttosio, saccarosio e gli alimenti che li contengono poiché determinano innalzamenti glicemici, implicati nell’invecchiamento cerebrale.

Bene il consumo di qualche caffè, un tè ogni tanto che con le loro sostanze nervine “eccitano” la mente; infine lo zafferano e la curcuma sono importanti per le loro molteplici proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e neuro-protettive.

La carne, che se consumata con moderazione – due, tre volte alla settimana – rifornisce il nostro organismo di tiroxina, un ormone che mantiene alti i livelli di dopamina, di zinco e di vitamina B12, nutrienti che giocano un ruolo chiave per il corretto funzionamento del nostro cervello.

La carne processata fa male: salumi, insaccati, preparati dal basso costo, di origine incerta, molto grassa, surgelata e cucinata con parti bruciacchiate e con sale eccessivo.

Inoltre ricordiamoci che per proteggere la mente è importante variare il più possibile le scelte alimentari.

Infine, respirare mezz’ora al giorno all’aperto, sotto un albero, in giardino, in riva al mare, aiuta a riordinare le idee e quindi anche la memoria.

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