L’estate è la stagione del tempo leggero, degli incontri spensierati, delle chiacchiere e delle bevute: il Gin Tonic va forte tra i miei amici.
Nell’ambito della mia professione, e della passione per l’alimentazione che mi porto dentro fin da ragazzo, non solo mangiare, ma anche bere rientra tra i miei interessi da approfondire.
Ciò che mi attira, in particolare, del mondo del beverage è la capacità di “miscelare” gli elementi in modo così perfetto da creare una vera alchimia magica.
Ritornando al Gin Tonic, si tratta di un drink molto antico: nato in India come rimedio usato dagli ufficiali britannici contro la febbre gialla, ha attraversato secoli e continenti legandosi alla cultura Pop, complice la sua combinazione davvero semplice di gin, acqua tonica, ghiaccio e “agrume”.
Furono, infatti, gli ufficiali della compagnia Britannica delle Indie Orientali i primi a mescolare acqua, zucchero, lime e chinino (amarissimo) per rendere più sopportabile il trattamento antimalarico. Il gin, già presente nei rifornimenti dell’esercito, fu il completamento perfetto.
Un cambiamento successivo risale ai primi anni 2000 con l’introduzione dell’acqua tonica; fino a quel momento il Gin Tonic veniva zuccherato con lo sciroppo di mais, poi con versioni più naturali fatte di zucchero di canna e vero chinino.
Grazie all’uso di diversi tipi di acqua tonica aromatizzata, ecco comparire nuove versioni del classico drink, esperimenti con il cetriolo, il pepe rosa, la buccia di limone, cioè con la scelta di tanti aromatizzanti freschi, le cosiddette botaniche.
Nel mio ambito familiare, mio fratello ama aggiungere menta e rosmarino.
Un metodo per distinguere i diversi Gin si basa sulle modalità di produzione.
Ne cito qualcuno che di sicuro conoscerete di già: il London Dry Gin che risponde a rigidissime norme produttive e il Cold Distilled Gin, che si ottiene per macerazione a freddo delle botaniche; e ancora Old Tom Gin, Plymouth Gin, Genever, definiti nel Regolamento (UE) 2019/787 come bevanda spiritosa aromatizzata al ginepro. Il termine Dry si riferisce ad un distillato privo di zucchero aggiunto.
London Dry Gin
È il risultato della distillazione di un macerato di alcol etilico in presenza di ginepro. Il distillato ottenuto non può superare i 70 gradi alcolici, solitamente il grado massimo è 57. Per legge, non è possibile aggiungere altre sostanze aromatiche, mentre è legale l’uso dell’alcool puro per diluire l’alcolato aromatico o di acqua per raggiungere la gradazione desiderata.
Gin distillato (Distilled Gin)
Si tratta del London Dry Gin con l’aggiunta, a fine distillazione, di altre sostanze aromatiche. Questo ha dato vita al moderno mercato dei gin profumatissimi e colorati: quello verde basilico, il gin rosa dei lamponi o del rabarbaro.
Gin (Compound Gin)
Il mitico bathtub gin o gin della vasca da bagno, ottenuto aromatizzando alcol puro con altri alcolati. Il processo è un semplice assemblaggio, un composto da cui prende il nome e che viene ottenuto a freddo. Non c’è distillazione.
Il Gin Tonic è un cocktail detto build up, vale a dire creato semplicemente versando gli ingredienti nel bicchiere (gin e acqua tonica).
Con le quasi infinite possibilità di godere di gin speziati, agrumati, abbinati ad acqua tonica neutra o aromatizzata, è bene farsi consigliare dal proprio bartender di fiducia che può indirizzarvi verso gusti più fruttati e floreali o al contrario secchi e decisi in base alle proprie preferenze.
Tra le novità che ho registrato nell’ultimo periodo rientra l’acqua tonica senza zucchero, con pochissime calorie e un profilo organolettico naturale.
Un ulteriore abbinamento healthy è l’uso della soda dal sapore più neutro e con meno calorie rispetto alla tonica: il gin e soda. Anche le proporzioni tra gin e tonica cambiano in prospettiva del movimento low alcool.
Sorprendenti le varietà di gin sul mercato! Tra i più stravaganti: quelli a base di acmella, il fiore che dà la sensazione di scossa elettrica, butterfly pea flower dal colore blu intenso, gin alle formiche, allo sterco di elefante.
Un modo nuovo di servirlo è con acqua tonica a parte così si può assaggiare il gin in purezza e poi aggiungere la quantità di tonica che si preferisce.
Qui, invece, inserisco un mio suggerimento per gustare al meglio un Gin Tonic: la scelta del bicchiere giusto. Il più tradizionale è il balloon o calice a palloncino che, grazie alla sua forma arrotondata, permette di esaltare gli aromi del gin e della tonica.
Anche il tumbler alto, conosciuto anche come highball, è molto utilizzato, soprattutto per chi preferisce una presentazione più semplice e lineare.
Oltre alla ricetta classica, si possono trovare nuove varianti con aggiunta di frutta, spezie o erbe aromatiche; un esempio è il Gin Tonic al cetriolo e menta o quello con pepe rosa e rosmarino. Queste varianti permettono di sperimentare nuovi sapori e di personalizzare il cocktail seguendo i propri gusti.
Ricetta classica: 1 parte di gin e 3 di tonica; varianti: 1 parte di gin e 2 di tonica; oppure: 1 di gin e 4 di tonica versata delicatamente per non disperdere il gas.
Parliamo un po’ dell’acqua tonica: è una bibita analcolica fatta di acqua addizionata ad anidride carbonica, zucchero e aromi naturali, tra cui il chinino per quel gusto amarognolo (presente in dosi molto inferiori a quelle terapeutiche) con 34 kcal per 100 g.
Una nota a parte merita il ghiaccio, la regola numero uno: più il ghiaccio è di grandi dimensioni, più lentamente si scioglie e meno annacqua il drink. Questo è il motivo per cui si sono diffusi nei bar le “iceball”, ovvero le palle di ghiaccio o i chunk, cubi o parallelepipedi sempre di ghiaccio pieno.
Quando lo faccio a casa, preferisco le formelle in silicone con il coperchio per fare iceball o chunk.
Mi raccomando: il ghiaccio nel bicchiere sempre abbondante.
Mani super pulite quando si prepara il ghiaccio, il cocktail e in generale quando si maneggia cibo.
Un’ultima curiosità per voi: l’acqua tonica, a causa del contenuto di chinino, risulta fluorescente quando viene esposta ai raggi ultravioletti. Il 19 Ottobre di ogni anno si celebra il Gin Tonic Day.
Gli ingredienti dell’acqua soda sono invece acqua, anidride carbonica, bicarbonato di sodio e aromi nel caso di sode aromatizzate: pertanto zero Kcal. Ecco perché in molti scelgono Gin e soda, variando anche la quantità del gin.
Nella ricetta classica, un Gin tonic ha 197 kcal che scendono a 123 nel Gin & Soda.
Per smaltirlo, bisogna fare movimento, ballare, passeggiare a lungo dopo averlo bevuto, così da evitare l’hangover (i postumi della sbornia).
Consumatelo insieme a una bruschetta di pane con acciuga o con pomodoro e capperi, in stile mediterraneo.
Evitate di consumarlo con cibi confezionati molto salati come patatine, cracker, snack (in generale junk food) poiché sono proprio il sale, i grassi saturi, lo zucchero aggiunto, gli additivi e i conservanti in genere ad avvelenarci la vita.
Come sempre, mangiate bene scegliendo la qualità e bevete meglio e con moderazione, massimo 1 volta alla settimana, magari in compagnia, chiacchierando che è il miglior rimedio contro stress e tensione.
Assolutamente da evitare per chi soffre di patologie a carico epatico, gastrico, intestinale, escretorio, metabolico, in gravidanza e per chi combatte contro le dipendenze di qualunque tipo.
La mia ricetta per voi nel dettaglio
[Per 1 Gin Tonic]: Gin 5 cl (50 g) + Acqua Tonica 10 cl (100 g) + Ghiaccio q.b. + Garnish (Botaniche)
L’obiettivo di questo mio approfondimento è naturalmente quello di creare consapevolezza e capire cosa c’è dentro un cocktail e l’effetto che può avere sul nostro corpo.
Non sempre i cocktail sono dannosi o, meglio, più dannosi di un bicchiere di vino rosso o bianco che, in media, contiene 120 calorie. Difatti, mediamente, un Gin Tonic così come un Vodka Soda 95: non sono tante, soprattutto se consideriamo la durata di un cocktail rispetto al calice di vino. Il calcolo delle calorie è ovviamente approssimativo.
Infine, non mettetevi alla guida se avete superato la soglia del tasso alcolemico prevista per legge che si raggiunge in modo differente in relazione a parametri personali quali peso, altezza, sesso e così via; piuttosto considerate che servono 3 ore per smaltire del tutto un Gin Tonic.





