Occhio ai finti nutrizionisti!

Condividi questo articolo

Diversi articoli di settore stanno evidenziando (e direi finalmente!) una situazione che da anni invade la sfera professionale di chi come me è un nutrizionista serio e qualificato: stiamo parlando cioè dei “finti nutrizionisti”!

Le figure professionali dedicate al benessere si moltiplicano di continuo – “consulenti nutrizionali”, “nutraceutical o nutritional sport consultant”- ma di che titoli si vantano?

Partiamo dal presupposto che con la salute delle persone non si scherza e che, solo dopo anni di studio e di esperienza, un vero nutrizionista riesce a capire i bisogni dei propri pazienti.

Tra i giovani e i meno giovani, chi non ha sentito dire, magari dal proprio istruttore fitness o da qualche “pseudo esperto” che per aumentare la massa muscolare andrebbe seguita una specifica dieta o prendere farmaci ad hoc?

Non ho nulla, naturalmente, contro chi svolge il proprio lavoro in modo corretto e professionale, ma è chiaro che prescrivere diete, integratori, persino farmaci, senza averne i titoli, è un comportamento irresponsabile che mette a rischio lo stato di salute delle persone.

Una cosa che mi capita di registrare spesso durante le mie visite è una paura infondata per i carboidrati, magari incoraggiata da diete fantasiose, e al contrario un vero amore per le proteine. Diciamo che è un atteggiamento condiviso in buona parte della società e che parte da presupposti non corretti. In particolari, i ragazzi tendono a fare un uso eccessivo di proteine con l’idea che questo aiuti lo sviluppo dei muscoli.

Alcuni dati dell’American College of Sport Medicine sostengono chiaramente che le persone sportive, per mantenere la massa muscolare, hanno bisogno di un apporto proteico tra l’1,2 e 1,7 g/kg/giorno che può arrivare al massimo a 2 g/kg/giorno.

Dal mio punto di vista, e da quello di numerose ricerche nell’ambito scientifico, il segreto è una dieta bilanciata personalizzata sulle esigenze della singola persona che tenga conto di tantissimi fattori, non ultimo delle condizioni reali di salute, e degli obiettivi a lungo termine.

I rischi di un regime alimentare sbagliato sono alti: basti pensare allo stress che devono sopportare i reni e il fegato con una dieta proteica sbagliata. Inoltre, le indicazioni provenienti da medici e ricercatori che si occupano di casi oncologici consigliano di limitare le proteine animali, in particolare l’uso di alcuni tipi di carne in una mera ottica di prevenzione. Questo è un beneficio che è insito nella dieta mediterranea e, di conseguenza, in tutti i miei piani alimentari nei quali metto  sempre al centro la tradizione siciliana rivisitata e ottimizzata per i nostri tempi.

Mangiar bene scegliendo prodotti di qualità e locali, variando le ricette e quindi gli alimenti che le compongono, ha di sicuro dei risvolti positivi sulla longevità e sulla riduzione di mortalità delle persone. Aggiungere a queste “scelte in cucina” un adeguato impegno sportivo è comunque un’ottima idea, ma tanto è bene fidarsi delle consulenze di un chinesiologo (il nuovo termine istituito dallo Stato che definisce il professionista con laurea in Scienze motorie o con diploma Isef), allo stesso modo è fondamentale affidarsi a un nutrizionista esperto per avere chiaro cosa mangiare e come preparare i pasti.

I valori nutrizionali devono essere corretti e calibrati a seconda della persona, del lavoro che questa svolge, dell’età, del sesso, delle sue eventuali patologie e di tante altre sfumature che solo un esperto può notare e, nel caso, risolvere con azioni anche drastiche.

Le schede alimentari e sportive belle e pronte non vanno bene a nessuno: ricordatevelo! E, con un tono un po’ polemico, aggiungo anche che in moltissimi casi i cosiddetti supplementi proteici (integratori o quant’altro) hanno come unico scopo il guadagno, il soldo, e non la salute di chi in un dato momento chiede professionalità per raggiungere un cambiamento “sano” sul proprio corpo.

 

 


Condividi questo articolo