Tempi di digestione, che cosa li influenza?

Ognuno ha i suoi tempi: frase quanto mai azzeccata anche per i tempi di digestione del cibo!

Ma perché qualcuno digerisce più velocemente e qualcun altro è il re della lentezza?

 

Le differenze, spesso notevoli, cambiano da persona a persona e dipendono, tra le altre cose, dall’attitudine a masticare lentamente, dell’acidità gastrica, della motilità intestinale, dalla flora intestinale; e ancora dallo stato di salute, dall’età, dal tipo di cottura degli alimenti; dall’uso di farmaci e/o integratori, dal sesso.

 

Tuttavia è utile conoscere, sebbene soltanto a grandi linee, i tempi di digestione degli alimenti più comuni. Informazioni che possono aiutare ad esempio le e gli sportivi a evitare di ritrovarsi “appesantiti” durante gli allenamenti o le gare.

 

Quando il cibo permane a lungo all’interno dello stomaco, infatti, si ha una concentrazione, meglio noto come dirottamento ematico, verso l’apparato digerente: la conseguenza è che la quantità di ossigeno diretta al muscolo sotto sforzo è, per forza di cose, minore.

 

Un ricordo che mi fa sorridere tutt’oggi è stata la scoperta, da studente naturalmente, che l’alimento con il record di tempi lunghi di digestione fosse la crema pasticcera; considerando poi che la consumiamo dopo il “sacro pasto della domenica”, va da sé che per “completare” la digestione occorrono davvero diversi giorni…

 

I pasti che propongo ai miei pazienti nei piani alimentari calibrati ad hoc sono abitualmente leggeri.

A cena inserisco di solito pastasciutta, insalate o risotti. Ecco un simile pasto lo si digerisce in 2 o 3 ore (digestione gastrica).

Pasti con un solo gruppo proteico per volta e con cotture adeguate possono arrivare a 3 o 4 ore. Mentre i pasti delle cerimonie o degli inviti tra amici, fatti da più portate e che magari iniziano con un lauto antipasto, e sono spesso caratterizzate da preparazioni più elaborate, e/o con la presenza di formaggi, richiedono mediamente 5 o 6 ore.

 

I tempi suddetti si riferiscono alla digestione gastrica (ossia nello stomaco); a questi seguono i tempi di assorbimento nell’intestino tenue; qui si tratta di circa 7 metri di curve e rettilinei dove gli enzimi digestivi semplificano le lunghe catene per permettere l’assorbimento dei nutrienti. In base al tipo di pasto, i tempi possono quindi variare da 3 a 10 ore.

 

L’eliminazione delle “scorie” e dei residui indigeribili avviene dopo circa 24 ore dal momento in cui ho iniziato a “mangiare” (cioè a deglutire il pasto).

 

Gli alimenti con un alto contenuto di acqua, come le bevande o il brodo, hanno una velocissima digestione gastrica.

 

Ma quali sono gli alimenti che abitualmente restano sullo stomaco?

  1. Sughi elaborati (ragù)
  2. Tortellini o ravioli a base di carni grasse come il prosciutto o il lardo
  3. Carni grasse come l’anatra, l’oca, la gallina, il cappone
  4. Uova fritte, specie se col burro
  5. Pesci grassi (cefali, sardine), crostacei, ostriche, caviale
  6. Frutta secca oleosa (mandorle, noci, arachidi, nocciole)
  7. Dolci di pasticceria, cioccolato, gelati, creme in genere
  8. Condimenti grassi (burro, strutto)
  9. Le salse (senape, mostarda, maionese…)
  10. Gli estratti concentrati per brodo
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